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June 06 E dopo le abbuffate?Ormai è risaputo che esagerare con le calorie durante le Feste non è un vero e proprio toccasana per la linea e per la salute! Infatti sono proprio le abbuffate il rovescio della medaglia del periodo di Natale e Capodanno. Si inizia con la cena aziendale, poi di seguito la cena della Vigilia, il pranzo di Natale le feste dell'ultimo dell'anno, il gran pranzo del primo dell'anno..... E oltre a mangiare troppo (c'è chi addirittura riesce ad ingerire nell'arco di questo periodo fino a 40.000 Kcal.) si scelgono anche alimenti grassi e nocivi che influiscono negativamente sullo stato della propria salute, compromettendo il benessere di cuore, fegato, reni, arterie.... Ma a tutto c'è rimedio! La prima contromisura da non adottare è lo squilibrio opposto: nel modo più assoluto non bisogna cedere ai sensi di colpa e straziarsi con digiuni e diete drastiche. Andiamo in palestra, ma aumentiamo di pesoL'idratazione cellulare è fondamentale per il benessere dell'organismo, essa è stimolata proprio dall'attività fisica. Sicuramente chi è assiduo frequentatore delle palestre ed è abituato ad allenarsi conosce bene il fenomeno, ma per la maggior parte delle persone è motivo di sconforto e di abbandono dell'attività sportiva vedere un aumento di peso nelle primissime settimane di sacrificio e impegno. Molte persone si iscrivono in palestra per veder scendere l'ago della bilancia, tuttavia, inizialmente vi è un processo molto importante che fa aumentare di peso. Tale processo non è un aumento della massa muscolare, poichè è lungo e richiede più tempo ma è l'idratazione delle cellule. Tutti hanno sentito parlare del fatto che per il 60 % siamo acqua, tale dato non va mai trascurato quando si parla di peso. Le persone più attive sono più idratate dei sedentari. Infatti, l'attività fisica è uno stimo per il corpo che inizia a lavorare di più idratando le cellule. Sicuramente in tal caso l'aumento di peso è estremamente positivo e utile contro l'invecchiamento, trattieni più acqua, ma aumenti il metabolismo e l'efficienza dell'organismo. Le prime settimane si aumenta da 0,5 ad 1 kg... questo significa che tutto sta andando benissimo! Controllo dell'introduzione di cibo... la grelinaLa grelina è la responsabile del fallimento di molte diete ipocaloriche, ma lo è soprattutto la scelta di un metodo di dimagrimento sbagliato, che fa salire troppo i livelli di grelina nel sangue.
Non si sente spesso parlare della grelina, tuttavia, nell'aumento e nella perdita di peso ha un ruolo molto molto importante. Infatti, alcuni ricercatori hanno cercato una soluzione per limitarne la produzione in soggetti obesi, individuando anche anticorpi che sarebbero in grado di contrastarla, ma per ora nulla di concreto. La grelina è una piccola proteina composta da solo 28 amminoacidi, viene prodotta e secreta nello stomaco, ma ha molte azioni regolatrici nel cervello e nei tessuti periferici. Una delle sue importanti funzioni è proprio il controllo dell'introduzione di cibo, questo avviene aumentando la motilità gastrica che è fondamentale nella regolazione della fame. Essa è presente nel nostro sangue in concentrazioni più o meno elevate, la sua produzione avviene anzitutto durante il sonno, raggiungendo livelli elevati se si saltano i pasti, se passano troppo ora tra un pasto e l'altro e se i carboidrati mangiati sono insufficienti. Se per perdere peso iniziamo una dieta drastica e povera di carboidrati il corpo produce purtroppo alti livelli di quest'ormone come conseguenza di questa riduzione di carboidrati. Dunque, il fatto che la maggior parte delle diete ipocaloriche fallisce è dovuta proprio alla grelina, ma soprattutto alla scelta di un metodo di dimagrimento sbagliato che ne fa produrre molta. Quando la dieta si trasforma in un arma a doppio taglioLa parola dieta evoca privazione, sofferenza e rinuncia. Viene odiata, ma pronunciata da tutti quotidianamente, su facebook è nato perfino un gruppo che si chiama "aboliamo la parola dieta da ogni vocabolario"! Anche se l'etimologia e il significato sono positivi, derivando dal greco "vita" o meglio "stile di vita", con questo termine si intende comunemente la dieta ipocalorica, quella scritta che ci obbliga a mangiare solo determinate cose dopo averle pesate e cucinate senza grassi. Tuttavia, tale negatività legata dal senso comune alla dieta ipocalorica, ha importanti riscontri scientifici che hanno stabilito degli effetti collaterali, se non veri e propri danni dovuti alla dieta ipocalorica stessa. I pericoli sono anzitutto la suddivisione dei cibi in buoni e cattivi, la concezione della propria alimentazione come alternanza di periodi di restrizione e periodi di disinibizione. In realtà, non ci sono cibi che fanno male o che vanno demonizzati, si deve mangiare tutto evitando di considerare alcuni alimenti proibiti. Inoltre, non possiamo passare mesi senza concederci nulla per poi dire basta la dieta è finita mi concedo tutto. Il modo più corretto è: mi concedo tutto con moderazione sempre. Altro danno è la perdita del segnale di fame e sazietà, continuando a delegare al famoso pezzo di carta le quantità di cibo da mangiare ci dimentichiamo che il corpo ci dice che è ora di mangiare e ci dice che è ora di smettere. Disimpariamo, in tal modo, ad ascoltarlo e la perdita di questo segnale è una perdita importante, si ingrassa anche per questo. Danno gravissimo è poi la valutazione negativa di sé, pensiamo di non essere capaci a stare a dieta a controllarci ad essere magri. Ad essere sbagliato è il sistema di dimagrimento che è innaturale, non siamo noi a non riuscire a stare a dieta ma, è il sistema ad essere inefficace. Infine, si ha il pensiero ossessivo per il cibo e l'insorgenza del disturbo bulimica nel 34% dei casi. In sintesi, la dieta ferrea ti fa soffrire e non funziona perché prima o poi finisce e ringrassi di nuovo riportando danni... bisogna imparare a mangiare correttamente! Inadeguatezza dei pasti sostitutiviTutti i metodi di dimagrimento che prevedono: pasti scarsi, schemi rigidi, regole ferree, generano desiderio di cibo proibito, che mette a dura prova la nostra volontà. Si entra poi in una fase di non dieta dove si mangia di tutto; anche se avevamo promesso a noi stessi di non farlo più. Tra tali metodi possiamo inserire anche i pasti sostitutivi. Molte persone prima o poi, cedono alla tentazione di usare pasti sostitutivi per perdere peso, sopravvalutando la capacità di dare risultati nel dimagrimento soprattutto a lungo termine. Sono bevande, creme, barrette e polveri da diluire in acqua o nel latte disponibili in pochi gusti, contenenti tutti i macronutrienti: proteine, carboidrati, grassi e solo alcuni micronutrienti. Considerati pratici vanno mangiati al posto del pranzo o della cena. Tuttavia, non appagano il palato generando insoddisfazione e aumentando il desiderio di gettarsi su alimenti veri e propri. Il rischio è il passaggio da un pasto troppo scarso ad uno eccessivo, ossia, ingrassante. Dopo poche ore infatti si ha subito fame, non saziano completamente sia per le poche calorie che contengono sia per l'assenza di masticazione che la loro formulazione spesso liquida comporta, poiché più che mangiare si beve soltanto. Viene meno un altro lato piacevole del mangiare:la condivisione con gli altri, la socialità. Bere il nostro bibitone da soli mentre gli altri mangiano un bel piatto di pasta ci fa sentire ancora più frustrati. La nota associazione dei consumatori "Altro Consumo", ha analizzato le etichette di dodici diversi pasti sostitutivi, venduti sia in farmacia che al supermercato. Dopo tale indagine l'associazione ha concluso che non costituiscono un alimento sano ed equilibrato e che non possono assolutamente sostituire un pasto poi contenenti dalle 202-328 kcal. Dunque, non comportano un dimagrimento corretto poichè le abitudini alimentari sbagliate rimangono, non abbiamo cambiato il modo di mangiare, per cui non insegnano a mantenere il peso per cui l'effetto yo-yo sarà anche peggiore di quello generato da diete drastiche. Ingrasseremo perché, l'organismo che ha subito una forte frustrazione durante la cura immagazzinerà nutrienti molto velocemente. Sensi di colpa e aumento di pesoTrovarsi davanti ad un cibo che adoriamo e riuscire a non mangiarlo senza tanti problemi è un evento che ci regala una sensazione di forza, poichè abbiamo il controllo, ci sentiamo bene e soddisfatti di noi stessi.
Per arrivare ad avere il controllo basta non imporsi mai divieti e regole rigide. Iniziale dimagrimento poi più nulla? Colpa del fat pointMarta aveva iniziato una dieta ipocalorica, rispettava le quantità e non trasgrediva quasi mai, tuttavia, dopo i primi risultati il dimagrimento si era fermato. Ogni individuo, non in base alla genetica, ma al tempo in cui ha mantenuto alcune abitudini alimentari e comportamentali sviluppa un proprio livello di grasso corporeo consolidato: il fat point o percentuale di grasso abituale. Tale livello di adipe si stabilisce soprattutto in base al tempo, poiché più a lungo manteniamo una percentuale di grasso corporeo più l'organismo si adatterà ad esso, ossia, svilupperà le strutture anatomiche adatte a mantenerlo e sostenerlo. Quando questo livello, che è un livello di equilibrio, viene minacciato da una dieta ipocalorica drastica si abbassa il metabolismo,cioè, consumiamo meno calorie per difendere il fat point. Nel corpo umano vi è un enzima che favorisce l'aumento delle scorte di grasso, tale enzima viene prodotto in quantità maggiore, ovvero, immagazziniamo più grasso del solito per cui la dieta non produce effetti positivi. Inoltre, viene incrementato il senso di fame e tutto l'organismo si attiva per mantenere l'equilibrio stabilito con tale percentuale di grasso corporeo. Solo una perdita di peso lenta e graduale è in grado di neutralizzare tale meccanismo di difesa del fat-point. Modifiche improvvise e drastiche del modo di mangiare sono un' arma a doppio taglio, sono traumatiche per il nostro equilibrio che si spezza provocando la maggior produzione di enzimi e ormoni che difendono il grasso. Un virus ci impedisce di dimagrireA parità di peso altezza e alimentazione ipocalorica le persone possono avere risposte differenti al dimagrimento, alcune perdono più peso, altre meno o proprio nulla. Ovviamente, le cause sono molteplici le più note sono l'età, la percentuale di massa magra ecc., ma ce ne sono alcune insolite, misteriose e interessanti. Una delle più accattivanti appare quella di un virus, che infettando le vie respiratorie ha poi l'effetto di far ingrassare velocemente e rendere impossibile perdere peso. Ciò che rende interessante tale teoria è che se cosi fosse basterebbe un vaccino per porre rimedio ad alcune forme di obesità e sovrappeso. L'adenovirus-36 è un comune virus che colpisce le vie respiratorie, ma è in grado di cambiare i processi di metabolizzazione del grasso corporeo, facendo ingrassare chi lo ha contratto molto più velocemente del normale. Il virus, sembrerebbe in grado di riprodursi facendo tanti cloni di se stesso e in tal modo una volta raggiunto il tessuto adiposo aumenta il numero di cellule adipose, le quali una volta presenti tendono a riempirsi di grasso facendoci ingrassare anche se non mangiamo più di prima e impedendoci di dimagrire. Tale teoria è stata formulata dal Dr. Nikhil Dhurandhar, il quale ha riscontrato una percentuale di anticorpi dell'adenovirus-36 maggiore di tre volte nei soggetti obesi. Inoltre, ha infettato alcuni animali e pur dando loro le stesse quantità di cibo, essi ingrassavano molto di più e più velocemente di animali che mangiavano le medesime quantità di cibo, ma che non erano stati infettati. Inoltre, la dott.sssa Magdalena Pasarica, ha condotto un altro esperimento esponendo delle cellule staminali di tessuto adiposo di persone adulte al virus, esse si sono trasformate in cellule adipose, mentre le stesse cellule non esposte al virus non si sono trasformate in cellule adipose. Tuttavia, ad oggi rimane una teoria che fa solo sognare poiché il discorso non è cosi semplice, ci sono individui infettati dal virus che non hanno avuto problemi di obesità e sovrappeso, quindi ci sono altre variabili che intervengono e che la scienza non ha ancora individuato. Si sospetta di un gene, la strada è ancora lunga... Dimagrimento illusorio eliminando pane e pastaDimagrire significa perdere grasso, o meglio, soprattutto grasso. Eliminare pane e pasta dalla dieta crea solo l'illusione di dimagrire. Sicuramente pane e pasta vanno saputi gestire, ma eliminarli significa creare squilibri e perdere essenzialmente massa muscolare riducendo drasticamente le calorie consumate. I carboidrati, più noti come zuccheri sono il principale combustibile del corpo umano, che è molto più complesso di una macchina. Quando essi vengono eliminati dalla dieta viene meno la benzina e l'organismo per sopperire a tale carenza si nutre dei muscoli, trasformandoli con un processo complesso in zuccheri. Tale fenomeno ha due effetti: sopperire alla carenza di energia sacrificando la muscolatura e ridurre il consumo calorico dell'organismo. Infatti, più un individuo ha massa muscolare più calorie consuma. I carboidrati, inoltre,aiutano l'organismo a digerire, assimilare ed utilizzare altri nutrienti come le proteine. Se il nostro obiettivo è perdere peso, possiamo scegliere pane e pasta integrali e gestirli correttamente ricordando che i carboidrati devono essere il 55 % di ciò che mangiamo. Suddividerli in 5 pasti è il segreto più importante per dimagrire e mantenere il peso. Se mangiamo un piccolo piatto di pasta a pranzo accompagnato da secondo e verdura e una piccola fetta di pane integrale a cena con secondo e verdura, il dimagrimento è autentico. I nemici nascosti della linea e del benessereAlcuni anni fa venne condotto un interessante esperimento, si volevano far diventare obesi alcuni volontari normopeso, per studiare gli effetti dell'obesità sulla salute. Inizialmente si aumentò la loro dieta giornaliera, con beveroni zuccherati, di 1000 calorie in più al giorno. Tuttavia, la cosa interessante che emerse fu che nonostante queste 1000 calorie in più di zuccheri i volontari non aumentarono in modo significativo di peso. Infatti, per far ingrassare questi individui dovettero aumentare la dieta di 1000 calorie al giorno ma, non di zuccheri, bensì di grassi. Quindi non tanto gli zuccheri, le cose dolci quanto i grassi sono la causa dell'aumento di peso, soprattutto quelli nascosti. I grassi dannosi si trovano negli alimenti di origine animale, alimenti preziosissimi , ma che vanno saputi scegliere poiché nascondono in sé i grassi dannosi. La prima cosa da dire sui grassi è che sono il macronutriente con più calorie, 9 per grammo, gli zuccheri 4 per grammo. Inoltre, saziano poco mentre pane, pasta e dolci saziano molto di più. Infine, sono in grado di nascondersi molto bene in pasti all'apparenza non grassi e dietetici, una bistecca , del pesce o del formaggio. La carne ad esempio, all'apparenza può sembrare magra, ma ci sono grassi commisti al muscolo che non possiamo vedere. Spesso è il modo in cui l'animale viene allevato a dare garanzie, infatti, gli animali che crescono liberi hanno carni magrissime, se acquistiamo un pollo meglio se è ruspante o allevato a terra. Ci sono animali su cui l'uomo può intervenire poco su ciò che mangiano, le cui carni sono necessariamente più magre. Parlando di pesce il discorso non cambia meglio quello di mare oppure scegliere animali marini tipo crostacei, molluschi e cefalopodi (seppie, polpi...) che hanno solo 1% di grassi e sono grassi anche benefici. Se dobbiamo scegliere un formaggio da mangiare speso non puntiamo sulla mozzarella, ma sulla ricotta e a fine pasto mangiamo pure un dolce ogni tanto. Difficolta' nel dimagrimento e salute dell'apparato digerenteLa difficoltà nel dimagrimento può a volte trovare motivazione e spiegazione nella salute dell'apparato digerente. Infatti, un apparato digerente in buona salute assorbe più nutrienti e può contribuire a ridurre il desiderio di cibi elaborati e molto dolci. Spesso un'alimentazione errata, ossia, ricca in grassi saturi e zuccheri raffinati alterano il buon funzionamento dell'apparato digerente causando di conseguenza un aumento del peso. Per alimentazione errata si intende un'alimentazione in cui dolci raffinati e grassi saturi vengono mangiati spesso, compromettendo l'assorbimento delle sostanze nutritizie. Peraltro, nell'apparato digerente ci sono batteri di diversa natura, ossia benefici, dannosi e innocui, mangiando male facciamo proliferare soltanto quelli dannosi. I batteri si nutrono e proliferano grazie agli zuccheri semplici. Se acquistiamo e consumiamo prodotti contenenti batteri benefici per l'intestino, dobbiamo sapere che aumentano pochissimo tale flora benefica e che se contengono zucchero finiscono per alimentare quella dannosa. Nell'intestino sono presenti anche Lieviti, essi in quantità modeste sono benefici, ma mangiando male proliferano eccessivamente divenendo nocivi. La Candida albicans, ad esempio, è un noto lievito dannoso per la salute, in grado di causare persino infezioni del cavo orale e stati di affaticamento, ma provoca soprattutto desiderio di dolci e alcolici in una sorta, dunque, di circolo virtuoso che fa aumentare di peso. Altro effetto di tali batteri e lieviti nocivi è l'infiammazione della mucosa intestinale, che può diventare sede di piccole particelle di cibo, che poterà a una reazione del sistema immunitario verso quel cibo causando anche intolleranza alimentari. In sintesi, per la salute dell'intestino andrebbero mangiati pricipalmente cibi semplici a base di proteine (non ricchi in grassi saturi), grassi essenziali, fibre e carboidrati complessi come pasta riso e pane integrale. Il segreto dei cibi brucia i grassiEsistono due fonti di energia per la sopravvivenza dell'organismo: il cibo e le riserve organiche, tra cui la più importante è il tessuto adiposo. Il tessuto adiposo è continuamente sottoposto a processi di mobilitazione e deposito. Ci sono cibi che favoriscono la mobilitazione dei grassi dalle cellule adipose e ne favoriscono l'eliminazione attraverso il consumo energetico. Tra essi vi è ad esempio la colina, che è l'elemento principale della lecitina. Essa può essere considerata un elemento sciogli grasso, è contenuta in diversi alimenti tra cui soia, fegato, lievito di birra e germe di grano. Il germe di grano si trova nella farina integrale, ecco perché spesso gli esperti in nutrizione raccomandano di consumare riso, pane e pasta integrali. Essendo il torlo d'uovo, il lievito di birra e il fegato alimenti che non possono essere consumati quotidianamente, per poter usufruire della colina brucia grassi bisognerebbe utilizzare prevalentemente alimenti con farina di grano integrale. Altro elemento che si può considerare sciogli grasso, è il coenzima inositolo. Esso contribuisce a mobilitare i grassi dal fegato alle cellule. Anche questo elemento è presente nel riso integrale oltre che nelle noci, nella carne, nei fagioli e in alcuni tipi di frutta (melone e agrumi). Tra le sostanze considerabili brucia grassi, abbiamo anche un minerale: il calcio. Due ricercatori: Zemel e Schweizer hanno messo in luce attraverso due ricerche distinte, che il calcio promuove la lipolisi nelle cellule e a livello intestinale limita l'assimilazione dei lipidi. Tuttavia, non tutti gli alimenti contenenti calcio si possono considerare "brucia grassi", poiché esso deve cooperare con altre sostanze per diventare biodisponibile ed essere efficace per tale azione, ad esempio la vitamina D. Tutti questi dati scientifici, riportati in modo semplificato e parziale, ci aiutano a capire che sono semplici regole quotidiane a garantirci la forma fisica. Regola1: Più un alimento è raffinato, più è povero di elementi preziosi utili al dimagrimento. Regola2: Usate la fantasia anche in cucina, poiché più l'alimentazione è monotona, più è povera di elementi che tengono alto il metabolismo. Ingrassa chi mangia velocementeUno studio condotto su 3000 individui (alla Osaka University in Giappone) ha evidenziato che, chi mangia velocemente ingrassa di più. I mangiatori frettolosi hanno ben l'84% di probabilità in più di essere in sovrappeso e rischiano 3 volte di più di diventare obesi se smettono di mangiare solo quando sono sazi. Perché chi mangia in fretta rischia tanto? Quale naturale equilibrio viene spezzato dalla fretta? I fattori che incidono sono sia fisiologici che psicologici. Anzitutto viene compromessa una delle prime fase della digestione, ossia, la masticazione. Durante la masticazione è vero che si suddivide il cibo e si facilità il successivo lavoro dello stomaco, ma non è questa la cosa più importante che avviene. Se ci gustiamo un alimento lentamente il suo profumo, il suo sapore stimola la produzione di una grande quantità di ormoni ed enzimi, soprattutto l'ormone Cck che, rinforzerà la memoria positiva di quel cibo. Detto in altro modo la masticazione non conta solo per il fatto di triturare il cibo, fondamentale è il piacere. Infatti, se un piatto di bucatini all'amatriciana viene frullato e bevuto, anche se verrà in teoria digerito meglio e manterrà le qualità nutrizionali inalterate l'esperienza sarà legata al disgusto all'assenza di piacere tanto da attivare il meccanismo di nausea e repulsione per quel beverone, come se fosse nocivo. Altro aspetto psicologico esemplificativo dell'importanza della lentezza è un fenomeno tipico di molte patologie dal comportamento alimentare, ossia, l'abbuffata dopo ore, giorni di privazioni si mangia velocemente fino a farsi togliere il respiro quantità enormi di cibo senza che la sazietà, sia per la frustrazione e l'assenza di cibo troppo lunga, sia per la sazietà che non arriva e non viene proprio più percepita da tali soggetti. Patologie a parte nella persona sana, comunque la fretta spezza l'equilibrio impedendo al cervello di recepire il segnale di sazietà, tale sistema di segnali vieni disorientato e sviato dalla fretta. Per perdere peso, dunque, è fondamentale prendersi del tempo per godersi ciò che si mangia per assicurare a noi stessi la sazietà fisica e psicologica. La creatinaLa creatina è conosciuta come l'integratore alimentare più diffuso tra gli sportivi. Sono diversi anni che si trova in commercio ed ancora intorno a lei c'è un gran discutere. Molti sportivi ne fanno largo uso decantando le sue potenzialità ma c'è chi ancora raccomanda la massima cautela. Cos'è la creatina? La creatina è un aminoacido naturalmente presente nel nostro organismo. Il fabbisogno giornaliero di creatina è di 2 gr (per un individuo di 70 kg) e viene soddisfatto attraverso l'alimentazione (carne rossa, tonno e salmone ne contengono una discreta quantità) oppure viene sintetizzata nel fegato, rene e pancreas a partire da tre aminoacidi: glicina, arginina e metionina. Il 95% della creatina è immagazzinato nei muscoli mentre il rimanente 5% nel cuore, cervello e testicoli. creatina monoidrata creatina micronizzata creatina monoidrata/micronizzata con carboidrati creatina effervescente I suoi effetti La creatina è largamente utilizzata dagli sportivi per l'incremento di energia che provoca la sua assunzione. Trasportata dal sangue nelle cellule muscolari viene convertita in fosfocreatina e grazie a questa reazione si ottiene una alta energia. La creatina assunta per via orale passa rapidamente in circolo e quindi nei muscoli. Effetti collaterali Riguardo questo punto nasce la discussione: la creatina può danneggiare l'organismo? Come mantenere il peso dopo la dieta 2L'esercizio fisico è sicuramente essenziale nel processo di mantenimento del peso perduto. Coloro che non svolgono nessuna attività fisica durante il follow-up, che è il lungo periodo di controllo che segue la dieta, riprendono il peso perduto. Infatti, i soggetti che tendono ad interrompere l'esercizio fisico dopo il periodo di restrizione alimentare, solitamente non mantengono attivo neppure il sistema di controllo. Oltre a svolgere regolare esercizio fisico, è molto importante imparare a volgere al positivo i pensieri pessimistici che spesso perseguitano, bisogna tenere sempre presente che ogni cosa può essere migliorata e che si può riuscire a mantenere inalterato il peso raggiunto nel lungo termine. Concludendo, sono tre gli elementi che permettono di mantenere il peso forma dopo la dieta: Come mantenere il peso dopo la dieta 1L'uomo storicamente ha affrontato pericoli e ha usato grande impegno per procurarsi il cibo. Nell'attuale società occidentale, caratterizzata da consumismo e pubblicità martellante, il rapporto tra uomo e cibo si è modificato a tal punto che diventa quasi impossibile rifiutare quest'ultimo quando viene offerto; non solo: l'immagine del cibo suscita stimoli ormonali talmente forti da non poter essere repressi soltanto con la sola volontà. E' quindi evidente quanto sia grande la difficoltà di attuare e di seguire una restrizione dietetica, specialmente se per un tempo lungo, in queste condizioni. Ai fini della dieta diventa fondamentale una corretta educazione alimentare, in quanto sovente scatta il meccanismo della "disinibizione": questo termine sta infatti ad indicare la perdita di controllo alimentare, che porta come conseguenza un'assunzione di alimenti maggiore di quella necessaria. E' per questo che, una volta ottenuto il calo ponderale opportuno, ci si trova inevitabilmente di fronte ad un altro problema: il mantenimento del peso raggiunto. Capita quasi a tutti, dopo un periodo di restrizione dietetica, di assistere ad una progressiva ma limitata ripresa del peso perduto, fatto che presenta tante possibili spiegazioni ed una estrema variabilità. Normalmente, quando una persona in sovrappeso decide di dimagrire, raggiunge il suo obiettivo con una dieta e con un programma che nel tempo ottiene una nuova educazione alimentare, un cambiamento delle abitudini di attività fisica ed una modificazione del comportamento, ma è molto importante che questo programma sia mantenuto anche dopo il raggiungimento del peso ottimale, poiché avrebbe ben poca efficacia se venisse seguito soltanto durante il periodo di trattamento dimagrante. Bisogna infatti seguire quotidianamente i principi che aiutano a perdere peso, se si vuole mantenere il peso forma. I programmi per la modifica del comportamento insegnano a controllare la quantità di cibo che si assume, ad analizzare gli stimoli ed i fattori che provocano la fame e a sviluppare tecniche mirate a superare le tentazioni smodate nei confronti del cibo. Sviluppano quindi l'autocontrollo, elemento essenziale per il mantenimento del peso, e insegnano a misurare tutto ciò che si mangia e a conoscere i fattori emotivi che portano ad eventuali eccessi (fame nervosa o eating emozionale), a controllare gli stimoli esterni e ambientali, ad acquisire la capacità di formulare pensieri positivi e incoraggianti; inoltre prevedono l'inserimento nella vita quotidiana di un programma di attività fisica. Questi cambiamenti vengono inseriti nella vita della persona in maniera graduale durante il trattamento dimagrante, così da inserirsi realisticamente nella routine quotidiana per fare in modo che la fatica fatta non venga annullata velocemente. La durata del trattamento dimagrante influisce sulla perdita del peso e anche sul suo mantenimento. E' infatti impensabile che un breve periodo di tempo sia sufficiente per ottenere una modificazione stabile del comportamento di una persona, per questo si consiglia di affrontare il problema con calma e attraverso periodi prolungati. Per alcuni soggetti il controllo sarà più rigoroso ed intensivo, per altri lo sarà meno: questo deve essere definito in base alle esigenze e alle emozioni individuali. Come si è visto, le strategie di comportamento da adottare per mantenere il peso raggiunto non sono molto diverse da quelle adottate per ottenerlo. L'esercizio fisico è utile sia per trattamento dietetico che per il mantenimento del peso raggiunto. La diminuzione di peso che si ottiene con l'esercizio fisico è legata ad una maggiore perdita di massa grassa e ad un risparmio della massa magra, ma rispetto alla restrizione dietetica determina un calo lento e di soli 2 kg al mese. Un grande beneficio dell'esercizio fisico è l'aumento del dispendio energetico a riposo, fattore che contribuisce sia alla perdita di peso che al suo mantenimento. Generalmente gli uomini ottengono risultati migliori rispetto alle donne, ciò è dovuto alla differente distribuzione del tessuto adiposo nei due sessi. La dieta che funzionaSicuramente la dieta che funziona non è ricca di fascino e non entusiasma perché non concede tutto e subito, perché non è l'esecuzione superficiale di un testo scritto. La dieta che funziona è quella che si basa su delle precise idee riguardanti il comportamento che dovrebbero essere chiare fin dall'inizio. Anzitutto, bisogna avere ben chiaro in mente che una dieta ipocalorica non cambia il metabolismo. Ognuno di noi in base all'età, alla superficie corporea, al peso, all'attività fisica consuma quotidianamente una precisa quantità di calorie. Tale quantità una volta finita la dieta dovrà sempre essere tenuta presente, anche se per mantenere il peso si può mangiare di più di quando lo si deve perdere. Generalmente, durante la dieta dimagrante si pensa con impazienza al periodo in cui finirà e saremo di nuovo liberi. Si sopportano per periodi brevi tante privazioni, tante rinunce e frustrazioni pensando che poi finirà. Questa non è la dieta che funziona, ma quella dello yo-yo che ci farà aumentare di peso quando finisce sempre di più, persino fino all'obesità in alcuni casi. Quella che funziona, invece, non sarà mai rigida e prevederà delle trasgressioni con dolci o pizza o altro almeno una volta alla settimana, sarà soft e dolce basata sulla cura di ciò che si mangia e non sulla sua drastica riduzione. Più un sistema di dimagrimento è breve e veloce, tanto più breve e veloce sarà il tempo in cui riprenderemo il peso. La dieta che funziona inizia con una riflessione importante: A causa di quale comportamento sono ingrassato? Quante calorie al giorno, più o meno, dovrei consumare per mantenere e diminuire di peso? Prosegue poi con l'acquisizione di informazioni sul corretto stile di vita e sul mangiare, capendo che principi e che regole ci sono dietro una dieta corretta. Infine, parte importante del lavoro è perdere peso capendo come si mangia e come si mantiene poi il peso, tutto ciò senza fretta. Ingrassiamo mangiando sempre le stesse coseDegli alimenti disponibili in natura e presenti in commercio, la maggior parte di noi mangia solo il 10% Prova alla fine della settimana a scrivere tutto ciò che hai mangiato e avrai un'idea precisa di quanto sei abitudinario. Infatti, la monotonia, la pigrizia e l'abitudine sono diffusissime sulla tavola di tanti italiani. Quanti di noi hanno assaggiato il frutto della passione? Quanti mangiano la pastinache o semplicemente usano latticini fatti con latte di capra? Questo comportamento porta ad ingrassare per diversi motivi, il primo è psicologico, ossia, è l'insoddisfazione del gusto e la monotonia dei sapori che induce poi alla facile trasgressione. Finito di mangiare, soprattutto la sera le solite cose, insorge il desiderio di qualcosa di gustoso: dolcetti, salatini, cose sfiziose o tutto ciò che di calorico e poco sano abbiamo in casa. Dunque, l'incapacità di sperimentare alimenta il sovrappeso nella misura in cui alimenta l'insoddisfazione. Prendiamo ad esempio l'insofferenza di chi fa una dieta; in gran parte essa è dovuta al menù settimanale rigido e monotono, che propone tutti i lunedì tutti i martedì ecc. sempre le stesse cose. Queste diete dopo qualche settimana ci inducono ad abbandonarle, per lanciarci in modi scriteriati di mangiare per cercare di riportare nei limiti tanta frustrazione alimentare patita nelle settimane passate. Lasciando il lato psicologico, sempre importantissimo e mai da sottovalutare quando si parla di cibo, veniamo agli aspetti fisiologici come: squilibri nutrizionali e metabolici, carenze di micronutrienti, ossia, vitamine e sali minerali e infine le intolleranze alimentari. Il metabolismo funziona al meglio e quindi ci fa bruciare calorie al massimo, quando sono presenti tutti i micro e i macro nutrienti. Le carenze nutrizionali, invece, non solo ci fanno sentire stanchi e affaticati, ma alla lunga danneggiano la salute e impediscono di far lavorare il metabolismo ad un livello alto e quindi tendiamo ad ingrassare. Inoltre, disturbi come gonfiore, stipsi, diarrea, occhiaie e affaticamento se non vere e proprie intolleranze alimentari sono legate proprio al mangiare con monotonia, che con il tempo generano disturbi e infiammazioni. Volete dimagrire con gusto? Armatevi di curiosità e passione per il cibo e sbirciate negli alimentari, nei supermercati alla ricerca di almeno un alimento nuovo a settimana. Alimenti che aiutano a controllare la fameSottoponete il vostro corpo a restrizioni caloriche e privazioni e prima o poi si ribellerà. Conoscerete sicuramente qualcuno che per perdere due o tre chili di troppo con una dieta ipocalorica è finito in un circolo vizioso di privazioni e successive abbuffate fino a far diventare il proprio sovrappeso di 20 o più chili. Se non conoscete persone che non hanno fatto tale esperienza sappiate, comunque, che ci sono e sono anche molte. Cosa succede al loro corpo e alla loro mente? Quando l'organismo prende atto di un deficit energetico si attivano meccanismi di compensazione che, mirano a compensare tale deficit con l'aumento della fame e l'abbassamento del consumo energetico. Nei pasti successivi aumenta la fame e quindi, l'introito calorico. La fame può diventare difficile da gestire ed in alcuni casi diromepente con conseguenti abbuffate. La cosa più importante da evidenziare è che la linea e l'appetito si controllano con il cibo stesso. Dimagrire con le proteineCon l'arrivo della primavera molti decidono di rimettersi in forma perdendo peso. Una delle primissime strategie adottate è ridurre i nemici, ossia, grassi e zuccheri dalla dieta. Grassi e zuccheri diventano il nostro bersaglio, poiché evocano bruttezza e sovrappeso, mentre le nobili proteine richiamano la tonicità, la forma e la magrezza. La nostra dieta cambia e iniziamo a mangiare prevalentemente proteine e verdure, anche perche le diete alla moda sono soprattutto iperproteiche e siamo tranquilli che quella è la strada giusta verso benessere e bellezza. È veramente la strada giusta? Gli animali, tra cui l'uomo, per costruire e rinnovare il loro organismo hanno bisogno di proteine poiché, il corpo si rinnova continuamente perdendo e ricostruendo tantissime cellule. Le proteine sono costituite dalla combinazione di una serie di molecole, ossia, gli amminoacidi legati tra loro in base alle istruzioni date dal DNA. Le proteine non devono mancare mai nella nostra dieta, poiché se mancano alcuni amminoacidi, si producono strutture più deboli, si hanno segnali difettosi e molti organi vanno in sofferenza. Sono proteine anche alcuni ormoni, gli anticorpi e molte sostanze che fungono da messaggeri tra gli organi. Tuttavia, eccedere con le proteine e ridurre i carboidrati come si è soliti fare per perdere peso è più dannoso che eccedere con i grassi, infatti, sembriamo più sani ma i danni sono silenti e subdoli. Riducendo i carboidrati chiediamo al corpo di togliere dalle proteine la parte di azoto in modo che esso torni a essere un carboidrato, ossia, la nostra energia. Facendo ciò è come se finito la legna da ardere nel camino mettessimo ad ardere i mobili utili e magari anche di valore di casa nostra, ossia, i muscoli. Infine, lo smaltimento della parte di azoto, eliminata dalla proteina per farla tornare carboidrato, deve essere eliminata dal corpo poiché dannosa e inutile. Tale smaltimento comporta il lavoro di fegato e rene che se tale processo avviene spesso rischia danni. Ricordate i nutrenti principali sono tre: proteine, grassi e carboidrati tutti e tre sono utili e nessuno dei tre va abusato o escluso dalla dieta e la quantità giusta di proteine per una persona adulta è di 0,8 e 1 g. per Kg al giorno. Chi pesa 80 kg in un giorno dovrebbe consumare non più di 80 gr. di proteine al giorno. Come gestire la fameIl comportamento alimentare ha due basi una biologica e una sociale, ossia, in ogni organismo vivente, il comportamento alimentare è guidato da segnali che viaggiano nel sangue o lungo i nervi dagli organi periferici al cervello per segnare stati di bisogno e necessità oppure la loro fine. Tuttavia, nell'uomo vi è anche la capacità di andare oltre tali segnali, di elaborarli e gestirli autonomamente. Nel cervello vi sono due aree: ipotalamo e corteccia celebrale. L'ipotalamo è una zona antichissima, che viene guidata da segnali autentici, che indicano un reale bisogno di cibo o la fine di tale bisogno. La corteccia celebrale è la zona, invece, che ci permette autonomia e coscienza a un livello superiore. I segnali di fame derivanti dall'ipotalamo sono forti, primordiali e derivano direttamente dagli organi periferici con messaggi che indicano fame e sazietà. Tali segnali possono poi essere da noi gestiti, elaborati o persino ignorati poiché siamo in grado attraverso la corteccia celebrale di elaborarli secondo fattori culturali, estetici, personali caratteriali. Proprio in questo ultima fase dell'elaborazione dei messaggi che possono nascere disequilibri, problemi e fenomeni come iperfagia, ossia abbuffate, obesità, sovrappeso ed effetto yo-yo. La società con messaggi ed esibizione continua e contrastante di cibo e di magrezza, la diffusione di diete affamanti e comportamenti alimentari innaturali ledono il rapporto con la fame che viene ignorata, contrastata odiata e respinta come un nemico creando danni seri a carico del corpo e della mente. Molti individui hanno perso il contatto con il bisogno fisiologico di mangiare e di smettere di alimentarsi. Grazie a lunghi periodi di grande privazione e di fame che ha rovinato in modo serio l'equilibrio naturale. Non sanno più riconoscere la fame e non sanno più dire basta dal cibo, ci pensano continuamente. Dunque regole sociali, divieti alimentari, giudizi, conformismo e falsi valori posso danneggiare equilibri perfetti e salutari di cui la natura ci ha dotato perciò evitate le diete affamanti. Ingrassare saltando i pastiIl corpo è quella macchina perfetta che a periodi prolungati di digiuno reagisce con meccanismi di adattamento e difesa, che alla lunga minacciano la linea. Il corpo ha bisogno di energia quando ozia, quando dorme, quando pensa e quando digerisce, ma a volte tale energia per ore ed ore non arriva, poiché si saltano i pasti, scatenando una serie di reazioni a catena. Anzitutto, tra tali reazioni non vi è inizialmente quella di consumare i grassi di riserva ma, scorte di glucosio interne che si trovano nel fegato: il glicogeno. Ovviamente, la perdita di muscolo comporta un abbassamento del nostro consumo calorico, poiché più un individuo ha massa muscolare più consuma calorie e ovviamente meno ingrassa. Dunque, i pasti devono essere tre più due spuntini tra di essi per evitare a lungo andare l'aumento di peso, il segreto per stare in forma è curare l'alimentazione non ridurla drasticamente poiché il corpo prima o poi reagirà con l'aumento di peso. I segreti del metabolismo per dimagrireL'organismo umano è in grado di adattarsi all'ambiente esterno e alla scarsità di cibo dovuta a periodi di carestia e ad altri fenomeni anche sociali. Il ruolo del metabolismo è proprio quello di adattare il consumo calorico all'ambiente esterno. Riusciamo tutti a dimagrire portando avanti una dieta per uno o due mesi ma pochissimi riescono a mantenere quel dimagrimento a causa di una gestione errata del metabolismo. Ricordiamoci che la colpa non è nostra, siamo come orsi polari che ormai vivono nel deserto e tutto quel grasso che ci salvava la vita non serve più. La strategia migliore è conoscere il metabolismo e sfruttarne i meccanismi a nostro vantaggio. Il metabolismo è l'insieme dei processi biochimici ed energetici che si svolgono all'interno dell'organismo; tali processi servono a estrarre ed elaborare l'energia racchiusa negli alimenti. Esso si divide in basale e totale, quello basale è il 60- 75% e rappresenta la minima quantità di energia necessaria per mantenere in vita il nostro corpo e le sue funzioni organiche, ad esso va aggiunta l'energia spesa per attività fisica e la termogenesi indotta dalla dieta. Il metabolismo totale raggiunge il massimo valore fra i 3 ed i 6 anni di vita, diminuendo successivamente con l'età. Aumenta di circa il 13% per ogni grado di temperatura corporea superiore ai 37°C, per un'iperproduzione di tiroxina, (l'ormone della tiroide), può nei casi più gravi addirittura raddoppiare, mentre un'ipoproduzione di tiroxina lo può ridurre fino al 60%. Aumenta, inoltre, con l'aumento della quantità di muscolatura, in base all'altezza, all'aumentare del peso e in base al clima. Come evitare il suo abbassamento perdendo peso? Mangiando improvvisamente poco iniziamo a consumare poche calorie, ossia, vi è un adattamento metabolico, a causa del quale quando ricominciamo a mangiare normalmente il corpo ci presenta il conto facendoci assimilare molto di più e facendoci ingrassare velocemente. Quest'abbassamento è legato al fatto che molte diete riducono troppo il pane e la pasta facendoci perdere muscolo, che invece è fondamentale per tenere alto il metabolismo. Per tale motivo vanno evitate le diete rigide, che non si sopportano per più di un mese o due e quelle a ridotto contenuto di carboidrati. Inoltre, si deve evitare di saltare i pasti e se non si ama la palestra, va evitato di iscriversi e poi non andare con costanza, meglio un'attività fatta a casa o camminare, ossia, meglio un'attività che si riesce a fare con continuità. Ritrovare il segnale di sazietà per tornare in formaNessun esperto in nutrizione mette mai in luce un fatto molto importante, ossia, che le persone normopeso sono persone in contatto con il loro stimolo di fame e sazietà, lo riconoscono e lo rispettano. Il problema più sottovalutato, infatti, quando si parla di sovrappeso è quello del segnale importantissimo di sazietà. Il comportamento alimentare consiste in una serie di azioni legate all'acquisizione di sostanze nutritive fondamentali per la sopravvivenza ed il benessere dell'individuo, che spesso oggi vengono abusate e poi mortificate con le famose diete ipocaloriche scritte e rigide. Il mangiare è un atto complesso che passa attraverso tre fasi: fase appetitiva, fase consumatoria e fase della sazietà. Il meccanismo naturale del mangiare è il segnale di fame seguito dall'introduzione di cibo, ancora dall'introduzione di cibo, per circa altri 10 minuti, fino ad arrivare a sentirsi sazi e a dare uno stop, smettiamo di mangiare. Viceversa nelle diete rigide e restrittive smetto di mangiare che ho ancora fame e tale stato di affamamento creerà importanti danni. Ossia, la perdita del segnale di sazietà perché la dieta dice che devo smettere di consumare cibo, perché quelle sono le quantità anche se ho ancora fame. La perdita di tale segnale comporta poi problemi seri nel gestire il peso e nel capire quanto e quale cibo ingerire. Altro problema è iniziare a concepire l'alimentazione come alternanza di due fasi quella della libertà totale di mangiare e quella della restrizione. Quella della dieta in cui mangio in modo attentissimo pesando tutto e non trasgredendo e soprattutto alzandomi da tavola con la fame, e la fase della non dieta dove non ho limiti di nessun tipo. Inoltre, si va incontro al pensiero ossessivo per il cibo perché si è sofferta la fame nel periodo dieta rigida e valutazione negativa di sé quando ci lasciamo andare agli eccessi. In un esperimento vennero messi davanti ad un buffe 2 gruppi di persone quelli che fanno diete e quelli che non le fanno. Chi fa le diete si è abbuffato pensando "Visto che ho rotto la dieta trasgredisco quanto voglio poi lunedì ricomincio la dieta". Le feste appena trascorse ci devono far riflettere su un comportamento che accompagna molti individui durante tutto l'anno, abbuffate e successive diete drastiche, che causa la perdita di un meccanismo naturale e ormai non più ascoltato: la sazietà. Motivazioni dell' aumento di peso e la loro soluzioneLa moderna scienza dell'alimentazione ha accertato come non sempre l'aumento del grasso corporeo sia unicamente legato ad una iper alimentazione. Da un'analisi obiettiva, e per questo basta guardarsi attorno, è facilmente verificabile come ci siano persone che mangiano quantitativi al di sotto della media eppure non solo non perdono peso ma, al contrario, hanno la tendenza all'accumulo di grasso. Questa evidenza è un ulteriore conferma dell'inutilità del semplice calcolo matematico per cui basterebbe togliere 300-500 calorie al giorno dal fabbisogno calorico giornaliero (calcolato con le formule teoriche) per ottenere il sospirato dimagrimento. Le motivazioni sono da ricondurre sia a fattori fisiologici che psicologici. Le motivazioni che portano all'aumento di peso possono essere individuate e riassunte in: - Numero di cellule adipose ereditate o sviluppate dalla gestazione all'età evolutiva, tenendo conto che l'ereditarietà influisce con una percentuale del 30% sul soprappeso generale di un soggetto. - Aspetto ormonale della tiroide, degli androgeni (ormoni della crescita ) e del sistema simpatico (parte del sistema nervoso). - Dalla sensibilità agli sbalzi glicemici e insulinici. - Desensibilizzazione agli stimoli di sazietà a livello d'ipotalamo (serotonina), Leptina (ormone delle riserve lipidiche), CCK (colecistichinina, polipeptide responsabile dell'indice di sazietà). - Situazione umorale, psicologica, caratteriale (insoddisfazione e mancanza di autostima). - Squilibri alimentari sia qualitativi che quantitativi e di distribuzione oraria. - Alti livelli di stress con ricerca di gratificazione e cortisolemia. - Ipocinesi (mancanza di attività fisica) e bassi livelli di tessuto muscolare. La sedentarietà può infatti momentaneamente rallentare una parte degli enzimi deputati alla lipolisi, inoltre il QR (Quoziente Respiratorio, parametro che indica il tipo di carburante utilizzato) si sposta verso l'utilizzo di carboidrati e non di grassi. - Presenza di eventuali intolleranze e allergie. - Scarsa presenza di grasso bruno, un tessuto adiposo ereditato dall'infanzia e dotato di una grande attività metabolica. Quindi in sintesi, - Ciò che conta è la qualità e non la quantità dei cibi. - Non tutte le calorie sono uguali. Cibi diversi hanno riscontri metabolici diversi. - Non tutti i momenti del giorno sono uguali per assumere determinati alimenti (cronobiologia). - Il numero di pasti influenza i livelli glicemici e la tendenza ad accumulare grasso. - In carenza calorica cronica il corpo tende a distruggere massa magra. - Ogni persona ha un suo peso forma determinato dalla struttura scheletrica, dal muscolo e da equilibri dettati da un sistema denominato ponderostato (peso a cui tendiamo). - Necessità di aumentare l'autostima e la gratificazione. - Attività fisica mirata a migliorare la massa magra ed il metabolismo basale. Infatti la termogenesi è alla base del concetto di dissipazione del calore. - Importante eseguire test ematici per verificare l'equilibrio generale dell'organismo. Non è importante mangiare meno, ma consumare di più! Regole chiave per il successo e consigli pratici Per raggiungere l'obiettivo totale sarebbe importante (anche se difficile, ma non impossibile) riuscire a mettere perfettamente in atto queste 5 regole tenendo presente che bisogna evitare tutti quei metodi dimagranti che tendono a colpevolizzare chi non riesce a stare a dieta: 1) Regime alimentare corretto rapportato ai gusti personali, alla facilità di reperimento del cibo, alle abitudini, alla biotipologia metabolica, alla cronobiologia ormonale, alle eventuali intolleranze. 2) Attività fisica costante, sufficiente, mirata, personalizzata, gradita e stimolante (secrezioni delle endorfine gratificanti). 3) Atteggiamento mentale positivo e motivato, aiutati da ambienti e persone che possano sostenere le scelte e limitare le fonti di stress rinforzando l'autostima nelle proprie possibilità. 4) Giusto sostegno e bilanciamento dell'organismo con il corretto apporto idrico e con l'introduzione di metodiche ed integratori che possano aiutare a riequilibrare e stabilire l'osmosi generale dei sistemi biologici. |
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AGO MASCALZONE LATINOwrote:
Ciao ti lascio la nuova chat,passa a trovarci, ti aspettiamo Get PianetiRiuniti chat group | Goto PianetiRiuniti website
Jan. 24
sandrawrote:
Ciao Mary,ogni tanto passo da te..x vedere come stai..x vedere come va...quando vuoi lo sai che sei sempre la benvenuta nel mio spaces..ne approfitto x lasciarti l'indirizzo della nuova chat,passa a trovarmi se ti va,ti aspetto..buona giornata.. http://xat.com/pianetiriuniti
Jan. 23
__SocialDamagewrote:
ciao
passavo per caso
complimenti per il blog e per i tuoi progressi
ho letto i tuoi interventi
mi piacciono molto
vorrei avere l'autocontrollo che hai tu
un bacio ciao
Jan. 11
la petite fraisewrote:
ciao..passavo di qua..passa da me.. mi farebbe piacere
baci
Nov. 3
laura lllwrote:
assolutamente nessun fastidio!!
mi fa piacere! ti auguro un fine settimana sereno
un bacio lau
Oct. 22
Sana's Addictedwrote:
Graie cara^^ Figurati, nessun problema! Ti abbraccio
Oct. 21
glosh yo.wrote:
da un anno ho un mostro nella mente che mi controlla...non puoi essere felice non ci riesci è + forte di te ma nella tua tristezza ti accorgerai che avrai il potere + grande che potessi avere l'autocontrollo...
ti capisco cara...
Oct. 12
Il Marrocchinowrote:
ora capisco il tuo non senso dell'umorismo. complimenti bella
June 10
Marysol Rossiwrote:
suggerimenti e consigli sono sempre ben voluti, se ne avete scrivete pure! ; )
June 6
FEDERICA CORALLOwrote:
BELLE FOTO COMPLIMENTI!!!! VORREI DIVENTARE COME TE!:) CIAO
May 25
Amanda Alice Vanwrote:
a bella! me gusta muchissimo il tuo blog!
grz x i tuoi consigli sn davvero indispensabili!! vbb
c sentiamo qnd entri su msn 1 bacione!
ps
bll foto!!
May 24
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